Balneazione _
La qualità delle acque di balneazione è fondamentale dal punto di vista sanitario e riveste un ruolo primario riguardo l’aspetto economico, per settori cruciali come quello del turismo, e anche dal punto di vista naturalistico, per la conservazione di specie animali e vegetali. In questa pagina sono riportate le principali informazioni sulla balneazione della Sardegna. Continua a leggere…
Nel 1975 la Comunità Economica Europea con l’emanazione della Direttiva 76/160/CEE, si era occupata di “acque di balneazione” con l’intento di tutelare la salute pubblica e preservare l’ambiente marino. L’Italia ha recepito tale Direttiva attraverso il D.P.R. n. 470 nel 1982 che è rimasto in vigore fino alla stagione balneare 2009. Dal 2006 è entrata in vigore la Direttiva 2006/7/CE, ovvero la Bathing Water Directive (BWD), per la gestione della qualità delle acque di balneazione. Tale Direttiva, vigente in tutta l’Unione Europea (UE), è la norma principale di riferimento per la balneazione. Infine, la BDW è stata recepita dall’Italia con D.Lgs. n. 116/2008 e s.m.i., il quale è operativo attraverso il Decreto del Ministero della Salute del 30 marzo 2010. Per approfondimenti consulta la pagina dedicata alla Normativa della balneazione.
In Europa ed in Italia
Nel 2024 su 22.127 località balneabili Europee, oltre l’85% delle acque di balneazione monitorate sono state valutate in modo eccellente, mentre il 96% di esse ha soddisfatto almeno la qualità minima richiesta dalla Direttiva 2006/7/CE.
Per la stagione balneare 2024, in Italia il 95,7% della costa monitorata, pari a 5328,5 km, è risultata nella classe di qualità eccellente come documentato nel rapporto Bathing water country profile for Italy 2024, redatto dalla Agenzia Europea per l’Ambiente (European Environment Agency – EEA). L’Italia con 5538 acque di balneazione, su un totale di 22.127 di acque dei 27 Stati membri dell’UE, oltre ad Albania e Svizzera, contiene circa il 25,0% dei siti balneabili a livello europeo.
In Sardegna
In ambito nazionale, la regione con il maggior numero di km di costa è la Sardegna ed ha anche la maggior percentuale di costa balneabile. Infatti, con una lunghezza totale di 1.410 km balneabili, raggiunge il 64,1% di costa balneabile su circa 2.200 km di sviluppo costiero regionale.
Dal rapporto sui dati di balneazione italiani 2024, raccolti dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e pubblicati dal Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale (SNPA), la Sardegna compare tra le regioni italiane con più chilometri di costa in classe di qualità “eccellente”, con un totale di 1.391 km ed una percentuale del 98,7% su 663 acque monitorate.
Tra le acque balneabili sarde vi sono solo quelle di tipo marino-costiere, mentre sono assenti quelle interne.
Tramite la Circolare regionale per la stagione balneare, sono reperibili molte informazioni dell’anno in corso sui siti balneabili della Sardegna, in particolare, riguardo la loro gestione, monitoraggio e qualità. La Circolare viene redatta a cura della Direzione Generale dell’Agenzia Regionale del Distretto Idrografico della Sardegna (ADIS), tramite il Servizio Tutela e Gestione delle Risorse Idriche, Vigilanza sui Servizi Idrici e Gestione della Siccità (TGRI). La Circolare regionale è pubblicata prima dell’inizio di ogni stagione balneare sul BURAS e nel sito istituzionale regionale (completa degli allegati).
All’interno della summenzionata Circolare sono definiti i tratti omogenei di costa per le seguenti tipologie:
Acque adibite alla balneazione – 1.410 km
corrispondenti, dal 2025, a 664 tratti di costa monitorati, per i parametri batteriologici Enterococchi Intestinali e Escherichia Coli, dal 1° aprile al 30 settembre;
Acque non controllate – 334 km
tratti di costa potenzialmente balneabili (perché privi di pressioni), ma non controllati perché difficilmente raggiungibili (costa a picco sul mare, isolette aventi perimetro maggiore o uguale a 300 m, etc.);
Acque interdette alla balneazione – 455 km
-
- Zona di riserva integrale: zone A, “riserva integrale”, delle Aree Marine Protette – lunghezza 60,9 km;
- Aree di foce: tratti di costa prossimi a foci di corsi d’acqua e/o sbocchi a mare di altri corpi idrici, che, per le pressioni antropiche esistenti su questi ultimi, sono vietate alla balneazione – lunghezza 34,8 km;
- Zone portuali: tratti di costa in corrispondenza delle aree portuali e prossimi a queste, in cui, sia per questioni igienico-sanitarie che per la sicurezza dei bagnanti (traffico di imbarcazioni), è vietata la balneazione – lunghezza 162,44 km;
- Zone interdette per scarico: tratti di costa interdetti alla balneazione per motivi igienico-sanitari, perché vicini a punti di scarico a mare di impianti di trattamento di reflui, del tipo a cielo aperto, in condotta sottomarina, etc. – lunghezza 32,8 km;
- Zone interdette permanentemente per altri motivi: tratti di costa vietati alla balneazione per motivi diversi da quelli sopra elencati, e riconducibili alle tipologie “aree militari”, “zone industriali”, “aree pericolose per la presenza di frane”, etc. – lunghezza 164,4 km.
Nota: I tratti sopra richiamati possono essere consultati tramite il Sistema Informativo CeDoc WebGis, in particolare nella sezione dedicata alla balneazione.
Limiti relativi al singolo campione – Allegato A del Decreto del Ministero della Salute del 30 marzo 2010
Ai fini della balneabilità delle acque, l’Allegato A del D.M. 30 marzo 2010, fissa per il singolo campione, i valori limite di concentrazione dei parametri di valutazione batteriologici Enterococchi Intestinali (EI) ed Escherichia Coli (EC). La normativa ha individuato tali parametri microbiologici quali indicatori di contaminazione fecale. I valori limite per i parametri di controllo non devono essere superati durante tutto il corso della stagione balneare. Pertanto, su ogni prelievo eseguito nel punto di campionamento di ciascuna acqua di balneazione, viene verificato il rispetto dei valori limite di entrambi i seguenti parametri di controllo:
Enterococchi Intestinali ===> valore limite = 200 (UFC/100 ml)
Escherichia Coli ===> valore limite = 500 (UFC/100 ml)
Per cui, ai sensi della normativa citata, ogni campione viene analizzato ed, in caso di superamento dei valori limite della concentrazione, anche di uno solo dei parametri di controllo, tempestivamente, a tutela della salute pubblica devono essere attuate delle misure di gestione, compreso il divieto di balneazione. Il divieto resta vigente sino alla sua revoca, che può essere emessa successivamente alla comunicazione di ARPAS del rientro nei limiti della norma dei valori di entrambi i parametri microbiologici.
Parametri meteo-marini
Unitamente ai parametri microbiologici sopra richiamati vengono rilevati i seguenti parametri:
-
- Temperatura dell’aria
- Temperatura dell’acqua
- Direzione del vento
- Intensità del vento
- Stato del mare
- Direzione di provenienza delle onde
- Stima dell’altezza delle onde
- Intensità della corrente
- Direzione della corrente
- Presenza di pioggia
- Copertura nuvolosa
La norma stabilisce, inoltre, che durante le attività di campionamento venga effettuata l’ispezione visiva delle acque di balneazione per individuare inquinanti quali residui bituminosi, vetro, plastica, gomma o altri rifiuti. Per cui, qualora sia riscontrato uno o più tipi d’inquinamento, le autorità competenti adottano adeguate misure di gestione.
Rischi da cianobatteri – art. 11 del D.Lgs. n. 116/08
Nel caso in cui il profilo delle acque di balneazione indichi un potenziale di proliferazione cianobatterica, deve essere effettuato un monitoraggio adeguato a consentire un’individuazione tempestiva dei rischi per la salute.
Le autorità competenti, qualora si verifichi una proliferazione cianobatterica e si individui o si presuma un rischio per la salute, adottano immediatamente misure di gestione adeguate a prevenire l’esposizione dei bagnanti.
Altri parametri – art. 12 del D.Lgs. n. 116/08
Qualora il profilo delle acque di balneazione mostri una tendenza alla proliferazione di macroalghe o fitoplancton marino, devono essere svolte delle indagini per determinarne il grado di accettabilità e i rischi per la salute e adottate le misure di gestione adeguate.
Per approfondimenti sugli artt. 11 e 12 del D.Lgs. n. 116/08 ed il relativo monitoraggio vedi ulteriori parametri.
La rete regionale di monitoraggio delle acque destinate alla balneazione, istituita in Sardegna sin dal 1985, comprende attualmente 661 punti di controllo dei parametri microbiologici. In tali punti l’ARPA Sardegna effettua i campionamenti, secondo un calendario prefissato entro il 1 marzo di ogni anno, e distribuiti con cadenza quasi mensile durante la stagione balneare che si svolge, di regola, dal 1° aprile al 30 settembre.
Per accedere alle informazioni sul monitoraggio e sulle comunicazioni relative ai fuori norma dei valori dei parametri, per l’anno in corso e per gli anni pregressi, consulta Monitoraggi e avvisi fuori norma.
Per consultare e/o scaricare dati di monitoraggio e le mappe della balneazione visita il CeDoc WebGIS.
Al termine di ciascuna stagione balneare, il D.Lgs. 116/08, per il periodo di riferimento (di norma un quadriennio), prevede una classifica delle acque destinate alla balneazione con attribuzione delle “classi di qualità”. La classificazione delle acque di balneazione avviene attraverso una rigorosa valutazione dei valori di concentrazione di due parametri microbiologici Enterococchi Intestinali (EI) ed Escherichia Coli (EC), sulla base dei percentili della normale funzione di densità di probabilità (PDF) log10 ricavati su ogni acqua di balneazione.
Pertanto, attraverso la citata procedura stabilita dalla norma, vengono assegnate le classi di qualità delle acque di balneazione sulla base dei limiti di concentrazione di EI ed EC nelle acque marino-costiere di cui alla seguente tabella:
| Limiti per ogni classe di qualità per le acque di balneazione marino-costiere
|
||||
| Parametri microbiologici
|
Eccellente
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Buona
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Sufficiente
|
Scarsa
|
| Enterococchi Intestinali (UFC/100 ml) | 100 (*)
|
200 (*)
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185 (**)
|
> 185 (**)
|
| Escherichia Coli (UFC/100 ml)
|
250 (*)
|
500 (*)
|
500 (**)
|
> 500 (**)
|
(*) Basato sulla valutazione del 95° percentile
(**) Basato sulla valutazione del 90° percentile
Qualora, per la stagione di riferimento, i dati dell’ultimo quadriennio non fossero sufficienti ai fini della classificazione di un’acqua di balneazione, la procedura summenzionata non assegnerebbe alcun giudizio di qualità e, pertanto, la classe attribuitale sarebbe “insufficientemente campionata” o “non classificabile”.
Per consultare gli ultimi giudizi delle acque della Sardegna, condotta da ADIS insieme al Ministero della Salute, vedi la classificazione delle acque di balneazione.
La Direttiva 2006/7/CE ed il D.Lgs. n. 116/2008 impongono la redazione dei profili delle acque di balneazione, che sono realizzati secondo le specifiche dell’Allegato E “Profili delle acque di Balneazione” del D.M. 30 Marzo 2010.
I profili sono utilizzati per l’individuazione delle acque di balneazione, della rete e del calendario di monitoraggio, degli interventi e delle misure necessarie per prevenire o ridurre il rischio di contaminazione a tutela della salute pubblica.
Inoltre, essi rappresentano uno strumento fondamentale per l’informazione al cittadino riguardo la qualità delle acque di balneazione, la presenza di fattori di rischio per la salute dei bagnanti (eutrofizzazione, fioriture algali ed eccessivo sviluppo di fitoplancton o alghe verdi o macrofite) e le misure di gestione adottate. Nel definire i profili le regioni e le province utilizzano anche i dati derivati dall’attività conoscitiva di cui alla parte terza del D.Lgs. 152/2006.
Per la consultazione dei profili delle acque di balneazione della Sardegna è attivo l’apposito servizio attraverso il seguente link:
Visualizza la mappa dei profili
La normativa stabilisce che la redazione dei profili delle acque di balneazione coinvoga direttamente ciascuna Amministrazione Comunale avente acque balneabili nel proprio territorio. Pertanto, ciascuna, con il supporto delle Province e dell’ARPAS, deve fornire le informazioni di sua competenza contenute nel citato Allegato E del D.M. 30 Marzo 2010. A tal fine, i Comuni devono trasmettere al Servizio TGRI della Direzione Generale dell’ADIS, tutte le informazioni relative alle acque di balneazione ricadenti nel proprio territorio comunale, secondo le modalità indicate nella nota prot. n. 1282 del 22.02.2011. Tale nota, trasmessa dall’ADIS ai Comuni e, per conoscenza, alle Province ed all’ARPAS, riguarda la richiesta di trasmissione delle informazioni, attraverso la compilazione delle schede, disponibili all’indirizzo internet di seguito riportato:
Accedi alla compilazione dei profili
Da qui puoi accedere alla raccolta delle principali notizie sulla balneazione in Sardegna a partire dal 2010.
Ultimo aggiornamento
28 Luglio, 2025