Ulteriori parametri
In questa sezione sono disponibili gli eventuali dati di monitoraggio degli ulteriori parametri previsti dalla norma, con particolare riferimento alla proliferazione cianobatterica o di macroalghe, fitoplancton o fitobentos marino. Attualmente, vi è solo il rischio per la salute relativo alle fioriture potenzialmente tossiche dell’Ostreopsis cf. ovata, che è presente solo in alcune acque di balneazione della Sardegna.
L’Ostreopsis cf. ovata è una microalga epifita bentonica, proveniente dalle aree subtropicali e tropicali. Si tratta di un dinoflagellato, potenzialmente tossico, rinvenuto in molte zone costiere del Mediterraneo e anche in Italia, dove già alla fine degli anni ’90 sono state segnalate delle fioriture algali.
Il potenziale rischio sanitario ed ambientale di tale microalga è associato, durante le sue fioriture, alla sua capacità di produrre tossine del gruppo della palitossina, avente un grado di tossicità elevato. Le vie di penetrazione nell’organismo umano sono rappresentate dal sistema gastro-enterico per ingestione, e dall’apparato respiratorio per inalazione di aerosol marino contenente frammenti di cellule di Ostreopsis cf. ovata e/o di tossine. Come indicato nelle Linee guida del 2007 del Ministero della Salute sulla “Gestione del rischio associato alle fioriture di Ostreopsis cf. ovata nelle coste italiane”, non sono del tutto chiari gli aspetti ecologici e tossicologici associati alle fioriture algali. Per approfondimenti riguardo le alghe tossiche, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), nel proprio sito ha reso disponibili ulteriori informazioni utili.
In sintesi, la proliferazione nelle acque costiere da parte di Ostreopsis cf. ovata, con la sua eventuale fioritura, è associata a:
1. una maggiore pressione antropica, con conseguente incremento della disponibilità di composti azotati e fosforici;
2. uno scarso ricambio dell’acqua;
3. delle condizioni meteo-climatiche favorevoli, caratterizzate da un elevato irraggiamento solare, con acqua che raggiunge i 25/26 °C.
In Italia, nonostante la diffusa presenza della microalga, gli effetti osservati sulla salute umana sono limitati. Il caso più eclatante si è verificato nel 2005 a Genova. Questo evento ha reso necessario attivare una apposita rete di monitoraggio su scala nazionale. Per cui, in attuazione di quanto previsto all’art. 1 comma 1 del Decreto del Ministero della Salute 19 aprile 2018, sulla base dei profili delle acque di balneazione ed in tutti i casi in cui ritenga possa aversi un potenziale di proliferazione cianobatterica o di macroalghe, fitoplancton o fitobentos marino, le Agenzie regionali di protezione ambientale (ARPA) provvedono ad effettuare un monitoraggio adeguato per consentire un’individuazione tempestiva dei rischi per la salute. I punti di campionamento per effettuale il programma di monitoraggio sono scelti su tratti costieri che, per particolari condizioni geomorfologiche, idrodinamiche e micro-meteoclimatiche, meritano attenzione per quanto concerne la possibile proliferazione di Ostreopsis cf. ovata.
In ciascuna regione il programma di monitoraggio, come prevede il citato D.M. 19 aprile 2018, è attuato in accordo con le linee guida per l’Ostreopsis cf. ovata (rapporto Istisan n. 14/19), per i Cianobatteri (rapporto Istisan n. 14/20) e secondo quanto stabilito dai protocolli operativi realizzati dall’ISS in collaborazione con le ARPA coordinate dall’ISPRA. Partendo dai dati relativi alle Acque Marino Costiere e Transizione, raccolti dalle singole ARPA, l’ISPRA ha elaborato e pubblicato, in una sezione dedicata del suo sito, anche quelli sulla Ostreopsis.
Nonostante, sia stata rilevata la presenza della Ostreopsis cf. ovata, in alcuni siti in Sardegna, finora, non si sono registrati fenomeni con rilevanti rischi per la salute pubblica.
Per cui, come previsto dal D.M. 19 aprile 2018, data la presenza della microalga in alcuni siti del territorio costiero regionale l’ARPA Sardegna (ARPAS) ha attivato un programma di monitoraggio. Tale programma prevede dei controlli in tali siti, effettuati ai sensi della normativa vigente (D.lgs. n. 116 del 30 maggio 2008 e D.M. 30 marzo 2010), adottando i criteri contenuti nelle citate linee guida del 2007 del Ministero della Salute per la Ostreopsis cf. ovata. La rete di campionamento, attualmente, è composta da 5 stazioni.
Per ciascun programma di monitoraggio, a partire dal 2012, sono state realizzate da ARPA Sardegna le seguenti relazioni annuali sulla Ostreopsis cf. ovata.
Ultimo aggiornamento
17 Gennaio, 2025